Borgo Trento: itinerario Art Nouveau a Verona

Borgo Trento: itinerario Art Nouveau a Verona

[ Articolo aggiornato marzo 2026]

Borgo Trento è il quartiere residenziale appena fuori i confini del centro storico di Verona, famoso per gli eleganti palazzi e i suoi tranquilli viali alberati.

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Se vi avventurerete appena al di là dell’ansa del fiume Adige, che racchiude il nucleo originario della città scaligera, questa zona vi permetterà di fare una breve ma interessante passeggiata ammirando la serie di bellissime residenze private in splendido stile liberty.

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Il punto di partenza dell’itinerario è attraversando il fiume Adige percorrendo Ponte Garibaldi, qui, davanti la statua del Lombroso, all’inizio del parco a lui titolato, vi troverete subito a Borgo Trento e proprio all’inizio del percorso per le vie del quartiere più ricche di esempi di art nouveau

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Le costruzioni sono tutte di edilizia privata e sono tuttora abitazioni, non sarà quindi possibile visitarle internamente, ma dalla strada è facile ammirarne la bellissima fattura

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Borgo Trento è un quartiere molto tranquillo sebbene a pochi passi di distanza dalle principali attrazioni turistiche

e quindi una passeggiata tra le sue strade poco trafficate non può che risultare un piacevole intermezzo ricco di sorprese

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Borgo trento sorge proprio agli inizi del 900 e fu scelto come casa dalla fiorente borghesia dell’epoca.

Vi lavorarono i famosi architetti veronesi Italo Mutinelli e Ettore Fagiuoli

_DSC5928L’art Nouveau in auge in questo periodo storico viene interpretata da questi architetti con numerose citazioni storiche

Elementi medioevali e rinascimentali vengono abbinati ai classici decori floreali del liberty

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In via D’Annunzio c’è il maestoso palazzo Bachbauer Canella, dove visse il professor Giulio Canella, detto lo smemorato di Collegno, il caso di perdita di identità più famoso del Novecento.

In via Caprera un capolavoro: il villino Brugnoli, al numero 2, opera del 1911 di un modesto capomastro, Tomaso Contini con riferimenti medioevali, nordici e locali, rinascimentali e arabo-normanni ,tanto da essere accostata al villino Fiorio di Palermo dell’architetto Basile.

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C’è poi la villetta Tosadori, del 1922 con citazioni germaniche e altoatesine, nel tetto a forti spioventi, sostenuto da mensole lignee.

Non tutti i palazzi hanno un nome conosciuto pubblicamente, così come le loro storie sono spesso sconosciute, ma vi basterà seguire la cartina che vi ho allegato e vi renderete conto che ad ogni angolo scorgerete architetture e dettagli.

Insomma una passeggiata da fare con la testa alzata per scoprire una Verona artisticamente diversa e non rinomata, ma che non vi deluderà

borgo trento verona

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